Venerdì 10 luglio 2015
di Salvatore Lento

Bricolage di memoria



Il tempo è qualcosa che proprio non ci riesce di afferrare. Ovvio, mi si dirà, è inconsistente, intangibile, come puoi pensare di acchiapparlo? Eppure ci sarebbero tante cose che ci permetterebbero di farlo, siamo noi a sottovalutarle o, semplicemente, ad ignorarle. Un diario, un'agenda, un appunto lasciato lì tra due biglietti da visita, un disco o un libro comprato per un motivo preciso, sono forse le ultime forme di un tempo umano, prima individuale, poi collettivo, che ci sopravvive; sono il tatto mnemonico di un momento, di un'emozione.

Non mi sorprende affatto che da qualche parte in Italia (mi pare Arezzo) esista un piccolo museo del diario. La memoria privata è molto più interessante di quanto si possa pensare, e aiuterebbe molti a dare maggior senso a tanti aspetti insensati di questa stronza vita (citando il Tony Pisapia di Sorrentino). Non c'è niente di irrispettoso nel rileggere i pensieri di una vita, anche se quella vita non è stata la nostra; è interesse verso l'uomo tutto, e non è tanto differente dal guardare un film (un bel film).

“L'unica cosa vera è la memoria”, dice De Olivera in Lisbon Story (guarda qui). La memoria più affascinante è senza dubbio quella del cinema, sebbene più artefatta perché è il risultato di una scelta creativa individualistica. I pensieri di un uomo su un pezzo di carta, i cd e i libri che ha comprato, i film che ha visto e di cui ha conservato i biglietti, sono invece una memoria istintiva e quasi selvaggia, perché entra in chi gli sopravvive in modo viscerale, scomodo, doloroso. È una memoria che non dà preavvisi, ti proietta dentro la casualità di un'epoca, di un carattere, di un gusto, ti mostra le sue mutazioni lente con il variare di una copertina, di un titolo, di un colore, e osservi gli anni che passano con l'ingiallire della carta.

Questo è l'antefatto emotivo del bricolage matto e disperatissimo che ha occupato la crew di Luce narrante per quattro intensissimi giorni. Abbiamo disegnato e assemblato una libreria (non chiedeteci perché con dei tubi idraulici) per onorare e, soprattutto, costruire una memoria, per mettere a disposizione di qualsiasi mente curiosa almeno una piccola parte di un enorme quantitativo di libri, cd, documenti e scartoffie accumulate per 45 anni da una persona interessante e, soprattutto, interessata alla vita e alla cultura che lo circondava. Un matto che come noi e meglio di noi ha avuto la folle idea di lavorare nel cinema e di dedicargli fino all'ultimo respiro.
Ciao Peps, questo è per te.

P.S.: ecco qualche link, vecchio e nuovo, per farvi capire chi è stato Giuseppe Scarpulla. Per il cinema, location manager, produttore esecutivo, direttore di produzione, produttore; per il sottoscritto semplicemente amico oppure, come mi piaceva chiamarlo: fratello cugino.

www.mentelocale.it
www.filmdoc.it
www.imdb.com

Infine, il link dell'anteprima di un piccolo documentario (guarda qui) che a breve pubblicheremo sull'evento musicale che tanti amici, cinefili e non, gli hanno dedicato il 21 gennaio 2015.

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